Fotografia

Immagini e ispirazioni

"Non esistono regole per fare buone fotografie, esistono solo buone fotografie"

La fotografia è un linguaggio che mi accompagna da molti anni. A volte come  semplice gesto istintivo, altre come via di fuga, altre come necessità razionale e consapevole di fissare un ricordo: osservare, attendere, scegliere cosa includere e cosa lasciare fuori sono esercizi essenziali per me. In questa uesta sezione provo a raccogliere un archivio costruito nel tempo, fatto di paesaggi, luoghi, strade, dettagli urbani, persone, catturati nel momento in cui mi hanno lasciato qualcosa. Qui la fotografia non è solo documento, ma racconto e interpretazione. Oltre ad essere tecnica, esercizio pratico, dal quale non prescindo mai. Un modo per restituire emozioni, esprimere punti di vista, dare forma visiva a ciò che spesso resta invisibile all’esterno ma molto chiaro dentro di me. Questo spazio è un archivio aperto, in continua evoluzione. Uguale e diverso da se stesso perché continuamente scompigliato dal incessante cammino della vita.

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Un luogo dell’anima.

Castelluccio di Norcia non è soltanto un paesaggio: per me è un vero e proprio luogo dell’anima. Frequento questo altopiano unico al mondo fin dal 2008, imparando a conoscerne il respiro in ogni stagione, dalla celebre esplosione di colori della fioritura fino al silenzio ovattato e severo dell’inverno.

Questo progetto fotografico nasce come una ricerca intima e in costante divenire. Attraverso il mio obiettivo non cerco la semplice cartolina, ma la stratificazione del tempo, il dialogo tra la maestosità della natura e l’e ferite impresse dalla storia’opera dell’uomo.

Ogni scatto rappresenta una tappa di un viaggio lungo anni: un racconto visivo aperto e in continua evoluzione, che intende custodire la memoria di una terra fragile e magnifica, capace ogni volta di rinascere e di parlarmi nel profondo.

Il silenzio di una città sospesa.

Questo progetto nasce dall’urgenza di documentare l’irreale. Come fotografo, ho attraversato una Pistoia deserta, trasformando l’isolamento forzato in una testimonianza visiva di solitudine e attesa.

Attraverso il contrasto del bianco e nero e un’attrezzatura volutamente leggera (Nikon D750 con obiettivo 35mm), ho cercato di catturare l’anima di una città ferma: dal vuoto metafisico di Piazza Duomo e delle strade del centro, ai segni tangibili della chiusura sulle saracinesche e nei messaggi dei commercianti e qualche raro passante.

“Pistoia-CittàChiusa” non vuole essere un racconto intimo di preoccupazione e resistenza (prima personale, per superare le paure che vivevo), dove mi piace pensare che ogni scatto diventi un frammento di memoria collettiva di un tempo che ha cambiato il nostro modo di abitare lo spazio