Elogio del qualunquista
La geopolitica, Ufo Robot e Cristina D’Avena.
Prima di tutto facciamo ordine, perché la confusione tra il menefreghista e il qualunquista è uno dei grandi equivoci della nostra epoca. Il menefreghista è un ente biologico in stato di coma vegetativo. Guarda il mondo che va a fuoco, si gira dall’altra parte e continua a scorrere reel su Instagram. Il qualunquista no. Il qualunquista ha sangue nelle vene, le pulsazioni a mille e la vena del collo perennemente edematosa.
Ci hanno insegnato a considerare il qualunquismo una colpa, un difetto di fabbrica, la rovina del dibattito civile. Ma siamo sicuri che sia così? In un mondo paralizzato dall’apatia e dal distacco elegante di chi “tanto sono cose troppo complesse”, il qualunquista è l’ultimo baluardo di una democrazia viscerale, partecipe e rumorosa.
Il qualunquista non ha una cattedra alla Bocconi, ma ha una memoria storica formidabile addestrata a pane, nutella e cartoni animati degli anni ’80. Per lui la geopolitica è facilissima perché ha chiare le categorie dello scibile umano:
– L’autorità politica la valuta attraverso il rigido codice di Grande Puffo: un vecchio con la barba che pretende di comandare un intero villaggio di gente che fa cose a caso.
– La difesa militare è una cosa semplice. Se le cose vanno male, non servono vertici della NATO. Dal 1987 spera nel risolutivo Maglio Spaziale di UFO Robot mentre a Bruxelles ci mettono sei mesi a decidere il diametro delle zucchine.
– La cronaca la analizza con il Metodo Zio Michele. Ogni fatto viene vivisezionato, giudicato e condannato rigorosamente in base alla teoria del sospetto del bar, che si sa è frequentato da gente che ha esperienza di ogni cosa.
Ecco la grandezza filosofica del qualunquista: mentre l’intellettuale si perde nei cavilli del ma-anche e nelle sottigliezze del politically correct, lui usa il bisturi della semplificazione iperbolica. Non concederà mai al mondo il privilegio del suo silenzio. Non abdica. Non delega. Esprime la sua opinione, costi quel che costi.
Le sue ricette non salveranno il mondo, ma il qualunquista evita che il pianeta si addormenti nell’apatia e tra l’ennesimo sofismo distaccato e la passione viscerale di chi vuole spiegarti come far girare il mondo citando Cristina D’Avena, io mi tengo stretto il qualunquista. È imperfetto, è rumoroso, è esagerato. Ma almeno è vivo.
Spero che questo post qualunquista vi sia piaciuto e, caloroso, vi giunga il mio benaugurante saluto (che dovreste ormai conoscere).



