Elegia del macchiatone

O macchiatone,
figlio esitante di un caffè che non ha avuto il coraggio di restare tale…

Referendum, ISEE e i Pupi

Conservatori che non sanno cosa significhi esserlo, progressisti che, invece di guardare al sol dell’avvenire, sembrano incastrati in un eterno passato fatto di slogan e battaglie sessantottine in clamoroso ritardo sulla storia.

Testimoni di Geova e Referendum

Quindi lasciatemi stare. Non voglio sapere (né qui, né se ci incontriamo di persona) perché votate No: è il vostro sacrosanto diritto e io lo rispetto. E non voglio neanche sapere perché io dovrei votare No. Sono una mente pensante, capisco benissimo ciò che leggo, sono dotato di pensiero critico, seguo la politica da oltre 30 anni e ho una memoria di ferro: ricordo benissimo cosa sostenevano i beniamini del No che oggi, in nome di una sciagurata e disordinata opposizione, rinnegano.

Olimpiadi e zampogne

Ore di coreografie criptiche in cui migliaia di persone mimano concetti sicuramente profondissimi, che però nessuno capisce (a partire dal coreografo), mentre il pubblico applaude per riflesso condizionato — Pavlov, sei tu? — e politici e VIP contano mentalmente i minuti che li separano dal tavolo prenotato da Cracco o dalla SPA del loro cinque stelle, con buona pace dei cinque cerchi. Va bene tutto ma bisogna anche coccolarsi.

Lo spirito olimpico

Lo spirito olimpico (di stocazzo), l’autobus e il bambino Riccardo.
Tra poco cominceranno le Olimpiadi.

E si svolgeranno in un mondo in fiamme, in cui di tregue olimpiche non si parla neanche più: una dimostrazione lampante di quanto siamo regrediti. Nell’antichità, durante le Olimpiadi, gli esseri umani avevano la creanza di fermare i conflitti.

A lezione dall’ulivo…

Da qualche mese sto provando a curare (quasi) autonomamente i miei ulivi. Il mio amico Alberto, mi istruisce

Ode ai cazzari

I cazzari, cioè quelli che raccontano cazzate in maniera verosimile…