Nostalgia di Telecom?

Per questo, al netto della nostalgia e della qualità indiscutibile di quello spot, vale la pena ricordare che telefonare era sì una necessità, ma anche un piccolo lusso che SIP faceva pagare a peso d’oro. Sarà pur vero che una telefonata allungava la vita; di certo, però, accorciava il saldo del conto corrente e il buon Lopez di fatto sceglieva se morire o essere povero.

In ricordo di Domenico

Ho sperato e pregato – non trovando parole neanche per parlarne con me stesso – fino all’ultimo per il piccolo Domenico, nonostante razionalmente sapevo fosse condannato. Ora mi coglie lo sgomento al pensiero di quei genitori, di come faranno ad affrontare un dolore simile, di come faranno a trovare un senso a quello che è accaduto.

A lezione dal Telepass

Questo secondo atteggiamento, che — ahimè — riguarda la maggioranza di questo Paese, è lo specchio del baratro sul quale ci troviamo socialmente, economicamente e culturalmente. È la stessa maggioranza che non va a votare ma pretende che le cose cambino

Pasqua in anticipo

i fatto, la fretta è diventata il nostro calendario ufficiale. Il vero planner dell’uomo moderno. Non viviamo più le stagioni: le anticipiamo. Il presente non si gusta, si scarta per arrivare subito a ciò che viene dopo. Il Natale finisce quando iniziano i saldi, l’inverno quando arrivano le colombe — e le fragole fuori stagione — e l’estate quando compaiono i quaderni per la scuola, e così via.

Olimpiadi e zampogne

Ore di coreografie criptiche in cui migliaia di persone mimano concetti sicuramente profondissimi, che però nessuno capisce (a partire dal coreografo), mentre il pubblico applaude per riflesso condizionato — Pavlov, sei tu? — e politici e VIP contano mentalmente i minuti che li separano dal tavolo prenotato da Cracco o dalla SPA del loro cinque stelle, con buona pace dei cinque cerchi. Va bene tutto ma bisogna anche coccolarsi.

Askatasuna 2026

Gli aggressori, immersi nella loro bolla ideologica, nutriti a slogan scritti in endecasillabi da qualche intellettuale pronto a giustificarli, sessantottini fuori tempo massimo, rivoluzionari con in tasca i sussidi dello stesso Stato che contestano, “compagni che sbagliano”

Lo spirito olimpico

Lo spirito olimpico (di stocazzo), l’autobus e il bambino Riccardo.
Tra poco cominceranno le Olimpiadi.

E si svolgeranno in un mondo in fiamme, in cui di tregue olimpiche non si parla neanche più: una dimostrazione lampante di quanto siamo regrediti. Nell’antichità, durante le Olimpiadi, gli esseri umani avevano la creanza di fermare i conflitti.

Crans-Montana…

Ho provato a non pensarci. A evitare le immagini, le notizie, il brusio e le chiacchiere che si diffondevano ovunque. A non affrontare quello che è successo in Svizzera, a quei poveri ragazzi intrappolati nel locale di Crans-Montana. Ma è stato impossibile.

A lezione dall’ulivo…

Da qualche mese sto provando a curare (quasi) autonomamente i miei ulivi. Il mio amico Alberto, mi istruisce